Porte

maggio 3, 2013 in Quarta via

D. Vorrei sapere se ricordare noi stessi, almeno in una prima fase, do vremmo aspettarci che consista in una sterile cessazione di attenzione per qualsiasi altra cosa che non sia noi stessi?
R. In una prima fase può essere soltanto un rendervi conto che non ri cordate voi stessi. Se ci rendiamo conto di quanto poco siamo consapevoli, allorché lo ricordiamo, lo sentiamo e comprendiamo cosa significhi, allora possiamo comprendere ciò che significhi ricordare noi stessi. Se vi rendete conto dell’importanza di questo fatto e tutto quello che esso implica, ciò non sarà sterile. Ma se non ve ne rendete conto, allora avete ragione, sarà sterile. Sarà semplicemente uno strano esercizio che non porta da nessuna parte.

D. Il ricordare se stessi viene automaticamente allorché ci si rende con to che non si può ricordare se stessi?
R. Questo è ricordare se stessi. Non potete fare il passo successivo senza ricordare dove siete. E lo stesso processo, la stessa cosa. Più vi rendete conto di quanto sia spiacevole e pericoloso essere una macchina, maggiori possibilità avete di cambiare.

D. Come?
R. C’è sempre qualcosa che possiamo fare in certi momenti. Dovete conoscere questi momenti, cosa fare e come. Stiamo studiando delle porte. Ricordare se stessi è una porta. Se la percezione che non ri cordiamo noi stessi diviene continua, allora possiamo ricordare noi stessi. Ogni giorno potete trovare tempo per rendervi conto che non ricordate voi stessi. Ciò vi porterà gradualmente a ricordare voi stessi. Non intendo ricordare che non ricordate voi stessi, ma rendervene conto.

Ripeto, non è utile cercare definizioni, queste renderebbero la com prensione soltanto più difficile. Ciò che è realmente utile per comprendere è confrontare i diversi gradi di consapevolezza entro il nostro stato ordinario, perché anche nel nostro stato ordinario di consapevolezza relativa esistono gradi diversi, livelli diversi: possiamo essere più vicini al risveglio o più lontani da esso. Possiamo scorgere differenze così grandi in noi stessi; allorché apprendiamo veramente ad osservare che ci mostreranno le possibilità che abbiamo. È l’unica cosa indubbia. Lo spostarsi più verso una riva, o più verso l’altra, crea due diverse possibilità: una è sviluppo, l’altra è decadenza.

La Quarta Via