Gli ultimi giorni di Ouspensky

Dopo molti anni dedicati all’insegnamento e spiegare alcune idee esoteriche ai suoi compagni, un uomo che conoscevo, alcuni mesi prima della sua morte, improvvisamente ha cessato di spiegare qualsiasi cosa. Tramite il silenzio quasi totale e l’isolamento sembrava, per così dire, isolare se stesso dalla forza di distrazione della vita, che succhia l’anima di ogni uomo che non ha fissato in se stesso il proprio campo di consapevolezza.

Poi, nell’ultimo mese , quando la sua morte era chiaramente una questione di giorni, la sua estrema debolezza, e i più severi dolori continui, quest’uomo ha iniziato a intraprendere senza alcuna spiegazione una serie di prodezze di resistenza abbastanza inspiegabili da ogni punto di vista ordinario. Con prescrizione medica di assoluto riposo, richiese di essere guidato giorno dopo giorno per lunghe escursioni in tutto il paese in tutte le case in cui aveva vissuto durante i suoi anni in Inghilterra. In queste escursioni non prendeva né cibo né bevande, e al suo ritorno spesso voleva rimanere per tutta la notte seduto in macchina al buio e al freddo. Quando fu quasi incapace di impostare un piede dopo l’altro,fece camminare il suo corpo morente passo dopo passo per un’ora alla volta attraverso  vicoli angusti; lo costrinse ad alzarsi alle ore piccole, vestirsi, scendere e salire  scale; trasformare la notte in giorno e richiedere ai suoi compagni, per rimanere con lui, tali prodezze di resistenza che sebbene in pie- no possesso di salute e di forza erano appena in grado di eseguire. Infine, il giorno in che previde essere quello della sua morte, si alzò dal letto, si vestì, e per pura volontà spingendo da parte coloro che volevano trattenerlo, discese e chiamò a sé tutti i suoi amici più stretti, a cui fu in grado di comunicare molte idee in modo tale che ognuno percepisse in sè la soluzione del suo proprio problema. Poi si ritirò, e all’alba del mattino seguente consapevolmente morì.

Il pieno significato di una simile performance, sia per l’uomo stes- so che per coloro che erano con lui, deve rimanere per noi sconosciuto.

Del mio maestro posso solo dire che anche lui ha prodotto un dramma tra i suoi amici, di cui inconsapevolmente ma perfettamente hanno recitato la loro parte, e la cui trama era la sua propria morte. In silenzio, egli li istruì in cuor loro, alcuni lo riconobbero altri no.

Anche lui potrebbe dire ‘Io sarò sempre con voi’, ma con leggerezza e fumando una sigaretta, in modo che nessuno lo noti.

Rodney Collin, La teoria della vita eterna